NATALE
di Giuseppe Ungaretti
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
Napoli, il 26 dicembre 1916
Anche stasera,come tutte le sere, ho acceso il camino...starei ore a guardare il fuoco, ipnotizza...adoro questa poesia, ricordo di averla studiata in terza elementare e di averla canonicamente recitata al pranzo di Natale con nonni zii e parenti tutti...ricordo lo sgomento dei presenti...ma come, una bimbetta che recita una poesia così triste sul Natale, di solito sono tutte poesie zuccherose e ricche di doni, gioia e bontà...e così si scoprì che la poesia in questione era un'altra, ma la sottoscritta, già onnivora di libri fin dalla tenera età, aveva ritrovato un'antologia delle medie di papà e si era imparata a memoria qs ed altre poesie, pianto antico, la cavallina storna...e pure l'introduzione dell'Iliade :D ...la bimbetta occhi verdi e ricci aveva un fascino per la morte...beh in fondo si dice che se una cosa la conosci non la temi, no? E cmq ho sempre reputato questa poesia un capolavoro, e per nulla triste, mi ha sempre dato un senso così di cocooning...calde serate davanti al camino mentre fuori impazzano le luci, le strade...serate come queste, ecco :)))





















